Addio a Jessi Combs, la donna più veloce del mondo
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Gli appassionati di prestazioni velocistiche pure ben conoscono il nome – così come le imprese – di Jessi Combs: moderna sacerdotessa della religione “Living for Speed”, già detentrice del record di velocità terrestre femminile (titolo peraltro un po’ discutibile, come se la determinazione strumentale di un primato possa risultare differente se esso venga conquistato da un uomo o da una donna) e plurititolata nelle specialità offroad estremo, la trentanovenne driver americana è rimasta, nelle scorse ore, vittima di un incidente occorsole nel deserto dell’Alvord (Oregon), mentre si trovava ai comandi della propria “Jet-Car” (autoveicolo a reazione) con la quale stava tentando di superare se stessa, alla ricerca di un ulteriore primato personale.
Una rapida carriera nel motorsport
I rischi del mestiere, nel mondo della velocità pura, sono ben presenti: i protagonisti lo sanno bene, e ne accettano compiutamente le eventuali conseguenze che, come nel caso di Jessi Combs, possono essere tragiche. La campionessa statunitense era (come del resto lo sono tutti gli enthusiast) consapevole del pericolo: una presa di coscienza ben ponderata e motivata dalla notevole esperienza di guida “estrema” che Jessi Combs, nata a Rockerville (South Dakota) il 27 luglio 1980 ed in possesso di una laurea alla Wyo Tech (college del Wyoming specializzato nella formazione di studenti da inserire nella filiera industriale e tecnica automotive) conseguita nel 2004, aveva maturato in un quindicennio di intensa attività agonistica, che incidentalmente aveva preso il via proprio come primo progetto lavorativo, all’indomani della laurea, commissionatale dal dipartimento Marketing della Wyo Tech: realizzare, in sei mesi, un’autovettura partendo da zero e renderla pronta per essere esposta al SEMA di Las Vegas.
I record di velocità
Nell’ultimo decennio, Jessi Combs aveva preso parte ad un gran numero di competizioni e serie agonistiche, molte delle quali nella specialità dell’extreme offroad: dalla Ultra 4 King of the Hammers al Rallye Aich des Gazelles, alla Baja 1000, all’American Rock Sports Challenge al Glen Helen Grand Prix. Numerose anche le sue partecipazioni in programmi televisivi a tema: da Xtreme 4×4, a Overhaulin’ e Mythbuster . Era tuttavia verso la velocità “nuda e cruda” che Jessi guardava con più attenzione.
Determinata a diventare “la donna più veloce del mondo”, riuscì a coronare il suo sogno nell’autunno del 2013: era il 9 ottobre quando, ai comandi del North American Eagle Supersonic Speed Challenger, lungo la superficie del Deserto di Alvord riuscì nell’intento, mettendo a segno una media di 398,954 miglia orarie (circa 632 km/h) sui due passaggi, ed una punta di 440,709 miglia (circa 709 km/h). Tre anni dopo, il 7 settembre 2016, Jessi Combs si superò: la sua Other American Eagle venne portata a quasi 769 km/h. L’ultima prova le è stata fatale: la North American Eagle – veicolo terrestre da ben 17 metri di lunghezza e provvisto di un motore a reazione che sprigiona più di 45.500 CV – si è schiantata, per cause al momento da accertare, mentre la “Fastest woman on Earth” cercava di innalzare di una tacca la personale asticella del primato di velocità terrestre femminile: un titolo che continuerà ad appartenerle.
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