Auto e moto: cos'è il "foglio unico" di circolazione?
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Addio carta di circolazione e certificato di proprietà: i dati potrebbero essere accorpati in un unico documento.
Presto potrebbe arrivare una sostanziosa novità per gli automobilisti: l’addio ai “tradizionali” documenti che accompagnano il veicolo, ovvero il libretto di circolazione e il certificato di proprietà dell’auto, in procinto di essere sostituiti da un documento unico. È, in sintesi, ciò che a livello pratico si realizzerebbe – a livello automobilistico – con la riforma della pubblica amministrazione, già annunciate un anno e mezzo fa dall’attuale viceministro ai Trasporti Riccardo Nencini, a conferma delle indiscrezioni che circolavano da alcuni giorni.
Più in dettaglio, la riforma prevederebbe l’eliminazione del certificato di proprietà (documento esistente soltanto in Italia), cartaceo e digitale: l’indicazione che attesta la proprietà del veicolo sarebbe, così, inserita nello stesso “libretto” (carta di circolazione): un provvedimento che si adeguerebbe a quanto già in vigore negli altri Paesi dell’Unione Europea. Come ha annunciato nelle scorse ore lo stesso viceministro Nencini in una dichiarazione riportata dall’Ansa, per l’automobilista ci sarà “Un solo documento al posto dei due attuali”.
Per l’automobilista e il motociclista, l’accorpamento fra carta di circolazione e certificato di proprietà in un unico documento si tradurrebbe, a conti fatti, in “Un risparmio di 39 euro”, sottolinea Nencini: ciò risulta dall’eliminazione di due bolli su quattro, per una spesa totale di 61 euro contro gli attuali 100. Se si moltiplicano i 39 euro “tagliati” dalla riforma per il totale degli atti evasi annualmente dal PRA – nel 2016 ci sono stati circa 8.600.000 fra nuove immatricolazioni e passaggi di proprietà – si arriverebbe a un risparmio totale di oltre 335 milioni di euro.
Sull’opportunità di snellire le attestazioni di proprietà di autoveicoli e motoveicoli si era già pronunciata, ad inizio febbraio, l’Autorità Antitrust, chiedendo – come riporta l’Ansa – l’istituzione di “Un’agenzia unica sottoposta alla vigilanza del Ministero dei Trasporti, nella quale far confluire le funzioni ad oggi svolte dallo stesso Ministero e dall’ACI”, giudicando peraltro “Non ammissibile” “La commistione, in seno all’ACI e agli Automobile Club provinciali, fra l’attività istituzionale di gestione del PRA, le attività federali del settore dell’automobilismo e una serie di altre attività commerciali, soggette a concorrenza e non strettamente necessarie per il perseguimento delle proprie finalità istituzionali”.
Nella proposta, l’Antitrust indicava come la creazione di una figura unica comporterebbe “L’introduzione di un’unica modalità di archiviazione, finalizzata al rilascio di un documento che contiene i dati di proprietà e di circolazione”, nonché una decisa “Semplificazione amministrativa nella gestione delle stesse banche dati”.
A questo punto, la palla passa al Ministero per la Semplificazione (Marianna Madia) e al dicastero dell’Economia guidato da Pier Carlo Padoan. I tempi sono brevissimi: l’approvazione della legge delega sulla riforma della pubblica amministrazione è fissata per il 28 febbraio.
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