Smog: Legambiente boccia le città italiane
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Napoli, Torino e Ancona sono i 3 capoluoghi che per più giorni hanno superato i limiti di legge per le polveri sottili
Qualche sopresa dal dossier “Mal’Aria in città” di Legambiente, che ha monitorato l’inquinamento delle città italiane. Sono infatti Napoli, Torino e Ancona le città che più di tutte hanno superato i limiti di legge (35 giorni in un anno) relativi alle concentrazioni di Pm10 o polveri sottili. Com’era immaginabile anche la situazione inquinamento di Milano, Roma e Venezia è altresì grave, come anche in tutte le città monitorate di Lombardia ed Emilia Romagna, le due regioni più colpite dal “mal d’aria”.
Fra le principali fonti di inquinamento c’è il settore industriale, seguito dai trasporti con il 22% delle emissioni totali di Pm10, il 50% di NO2, il 45% di CO e il 55% di benzene. Nelle due principali metropolli della Penisola, i veicoli incidono maggiormente sulla qualità di quanto si respira producendo il 60% delle polveri sottili e degli ossidi di azoto, contro il 50% di Napoli.
L’emergenza, più che ambientale, sembra essere sanitaria visto che uno studio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dimostrato che riportando i valori medi annuali di polveri sottili al di sotto della soglia stabilita dalla legge (40 microgrammi/metro cubo) si potrebbero evitare oltre 2.000 morti l’anno.[!BANNER]
Ma attenzione anche al rumore, che può provocare effetti negativi sulla salute. Secondo l’Istat, su 110 capoluoghi di provincia italiani solo 68 hanno approvato un piano di zonizzazione acustica. Se Milano, nel corso degli anni, ha lavorato nella direzione di favorire l’utilizzo del mezzo pubblico, le amministrazioni di Roma hanno sempre lasciato spazio ai mezzi privati, siano essi a 2 o a 4 ruote.
Legambiente si scaglia contro il progetto di portare la Formula 1 all’ombra del Campidoglio, vale a dire “in un’area costantemente intasata dal traffico”. Strali anche contro i governi che si sono succeduti nel primo decennio del nuovo secolo, che con i soldi della Legge obiettivo avrebbero finanziato per il 67% le infrastrutture stradali dimenticando i mezzi pubblici. “L’unica politica condivisibile – sottolineano – è quella messa in atto per la rottamazione delle vecchie auto inquinanti”.
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