A causa delle elevate concentrazioni di PM10, l’Italia rischia una multa europea da 1,7 miliardi di euro. E le vendite di auto a gas diminuiscono
A causa delle elevate concentrazioni di PM10, l’Italia rischia una multa europea da 1,7 miliardi di euro. E le vendite di auto a gas diminuiscono
Il commissario europeo dell’ambiente, Janez Potocnik, ha deciso di ricorrere alla Corte di giustizia contro l’Italia – ma anche Cipro, Portogallo e Spagna – perché non avrebbero rispettato le norme Ue relative ai limiti di PM10. In sostanza, la commissione ha detto che tali Paesi “non hanno ancora affrontato in modo efficace il problema delle emissioni eccessive per l’inquinante atmosferico particolato fine, o PM10”.
Se l’Italia non dovesse adeguarsi alla norma comunitaria arriverà una sanzione da 1,7 miliardi di euro. Le direttive prevedono una precisa motivazione scritta per ottenere una deroga alla norma fissata dalla direttiva 2008/50/CE e impongono agli Stati membri di limitare l’esposizione dei cittadini alle microparticelle denominate PM10.
Entro il 2005 gli Stati membri avrebbero dovuto conformarsi a limiti di concentrazione da non superare oltre 35 volte in un anno. C’era la possibilità di essere esentati da tali obblighi fino a giugno 2011, a patto però di avere adottato misure adeguate per arrivare a rispettarli entro tale termine e di attuare un piano per la qualità dell’aria che preveda misure di abbattimento per ogni zona.
Laconico il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza: “Nonostante gli allarmi e le annuali segnalazioni di Legambiente sull’emergenza polveri, il governo non ha previsto un piano nazionale di interventi concreti mirati al miglioramento della viabilità generale e del trasporto pubblico in particolare. La sanzione europea sarà ben superiore al risparmio previsto dai tagli indiscriminati di Tremonti all’ambiente e alle politiche di disinquinamento e ci toccherà pagare con le nostre tasche”.
“Dato che in futuro i limiti di direttiva sulla qualità dell’aria diventeranno in futuro sempre più stringenti, chiediamo al Governo che rilanci un piano che prevede la diffusione di auto senza emissioni di PM10” ha detto Alessandro Tramontano, presidente di Ecogas, il consorzio che rappresenta il comparto gas autotrazione, GPL e metano, con circa 1.000 aziende aderenti.[!BANNER]
Se la cifra della possibile (o probabile) multa fosse stata stanziata per sostituire i veicoli a maggiore impatto, quali quelli a gasolio, con veicoli a impatto nullo di PM10, quali quelli a GPL e metano, l’Italia non sarebbe stata sanzionata e ora circolerebbero veicoli più eco-compatibili.
Emblematiche le cifre rese note dalla stessa Ecogas: “Se nell’ottobre del 2009 si era arrivati a toccare quote record del 25% di immatricolazioni a gas sul totale e quelle del gasolio erano scese al 39%, nel 2010 la situazione si è completamente ribaltata con i carburanti alternativi al 10% e il gasolio in grande recupero al 51%”