Calo della produzione e stallo degli incentivi: il futuro dell’auto in Italia è incerto
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Il settore automobilistico italiano sta attraversando una fase critica, con segnali preoccupanti che si manifestano sia nella produzione che nelle vendite. I dati più recenti, forniti da Istat, mostrano un crollo significativo nella produzione di autoveicoli, con una contrazione del 33,5% a febbraio 2025 rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Questo dato è mitigato solo parzialmente da un rimbalzo del 18,1% rispetto a gennaio, che tuttavia non riesce a mascherare le difficoltà strutturali che affliggono il settore.
La crisi non si limita alla produzione. Anche il mercato delle auto nuove risente pesantemente di questa situazione, registrando un calo a febbraio del 6,3% nelle immatricolazioni rispetto all’anno precedente. In termini numerici, si tratta di circa 9.300 veicoli in meno venduti, un dato che sottolinea l’urgenza di interventi mirati per stimolare la domanda interna. In un contesto globale caratterizzato da costi energetici elevati e difficoltà nell’approvvigionamento di materie prime, l’assenza di incentivi strutturati per la transizione ecologica si fa sentire con forza.
Attaccati al mercato delle elettriche
Nonostante il quadro complessivo negativo, ci sono alcuni segnali incoraggianti che provengono dal segmento delle auto elettriche e ibride. Le auto elettrificate rappresentano ora il 9,5% del mercato totale, con una crescita significativa delle auto elettriche pure (BEV), che passano dal 3,4% al 5% in un anno. Anche le ibride plug-in (PHEV) registrano un incremento, attestandosi al 4,5%. Tuttavia, la mancanza di un piano organico di incentivi continua a rallentare la transizione verso una mobilità più sostenibile, lasciando questo segmento con un potenziale inespresso.
Produzione di autoveicoli, una sfida cruciale
Le difficoltà del settore si riflettono anche nella fabbricazione di altri mezzi di trasporto, che a febbraio 2025 ha subito una contrazione del 14,1% su base annua e dell’1,1% rispetto al mese precedente. Questo scenario evidenzia la necessità di affrontare problematiche strutturali attraverso politiche industriali mirate. Le associazioni di categoria, come l’UNRAE, richiedono interventi urgenti, tra cui una riforma fiscale che favorisca la transizione ecologica e un piano d’azione nazionale ed europeo per garantire la competitività a lungo termine del comparto automotive.
In un momento così delicato, l’Italia si trova di fronte a una sfida cruciale: coniugare la necessità di rilanciare la produzione e le vendite con l’urgenza di accelerare la transizione verso la mobilità elettrica. La domanda di veicoli a basse emissioni sta crescendo, ma per sostenere questa tendenza servono incentivi concreti e una strategia chiara. La strada per uscire dalla crisi passa inevitabilmente attraverso investimenti mirati e una maggiore collaborazione tra governo, industria e consumatori.
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