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Citroen DS alla mitica Londra–Sidney del 1968

Di Francesco Donnici
Pubblicato il 22 ott 2018
Citroen DS alla mitica Londra–Sidney del 1968
Ripercorriamo l’incredibile storia condita di giallo della Citroen DS all’estenuante gara Londra – Sidney del 1968.

Negli anni ’60 e fino agli inizi dei ’70, le grandi corse automobilistiche vantavano come protagoniste automobili strettamente di serie. I vari Costruttori internazionali non potevano apportare modifiche meccaniche o tecniche alle vetture che quindi venivano impiegate nelle competizioni con le medesime caratteristiche a quelle vendute nelle concessionarie.

Ad esempio, in occasione del Rally di Montecarlo del 1966 divenne celebre l’episodio in cui 3 Mini della BMC si posizionarono sui primi 3 gradini del podio, ma furono squalificate perché montavano proiettori anteriori equipaggiati da lampade differenti da quelle di serie. Questa decisione avvantaggio il team capace di piazzare ben sette Citroen DS tra i primi 20 equipaggi, con la DS 21 della coppia finlandese Toivonen e Mikkander posizionatasi al primo posto.

Con grande voglia di rivalsa, il team BMC decise di prendersi la rivincita sulla DS appena due anni dopo la gara di Montecarlo, sfidando le vetture francesi sul loro terreno più congeniale, ovvero quello delle grandi maratone della strada, con la partecipazione alla mitica ed estenuante Londra-Sidney. La competizione con partenza dalla capitale britannica e con arrivo nella città australiana – che si è svolta dal 24 novembre al 18 dicembre del ’68 – si presentava come una gara “ai limiti dell’impossibile” lunga quasi 10.000 miglia, con un percorso epico che attraversa praticamente tutti i continenti e gli oceani.

Tra le varie Citroen DS che partecipavano alla gara c’era la vettura pilotata dal famoso Lucien Bianchi, nato a Milano ma naturalizzato belga e capace di regalare alla sua squadra numerose ed indimenticabili vittorie. In coppia con Jean-Claude Ogier, Bianchi e il suo compagno si distinsero sin dall’inizio della gara, passando al comando della competizione nell’ultima tappa, ovvero quella australiana lunga ben 2.600 miglia, conducendo con un’indimenticabile fuga durata fino quasi al traguardo.

A circa 100 miglia dal traguardo, quando l’impresa sembrava ormai quasi a portata di mano e gli inseguitori erano molto distanti, successe qualcosa di inspiegabile ed impensabile. Una vettura BMC parcheggiata lungo il tracciato si sfrenò senza nessuno nell’abitacolo, andando a centrare in pieno la DS 21 dei due finlandesi. La vettura andò completamente distrutta nell’impatto e la coppia Bianchi-Ogier fu costretta ad un inaspettato e deludente ritiro dalla gara. La DS ebbe modo di riprendersi la rivincita solo dopo pochi mesi dopo, conquistando un’indimenticabile vittoria al Rally del Marocco.

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