Commissione Europea sanziona cartello auto per riciclo illecito
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Una multa record scuote il settore automobilistico europeo: la Commissione Europea ha inflitto una sanzione di 458 milioni di euro a un cartello automobilistico che ha operato illecitamente per oltre 15 anni nel mercato del riciclo veicoli. Quindici case automobilistiche, insieme all’Associazione europea dei produttori (Acea), sono state coinvolte in un accordo segreto che ha danneggiato demolitori e consumatori finali. L’obiettivo principale era ridurre i costi per i produttori, evitando di remunerare i demolitori per il trattamento dei veicoli fuori uso e occultando informazioni chiave sulla sostenibilità ambientale, come le percentuali di materiali riciclati nei nuovi veicoli.
Mercedes esclusa
Tra le aziende coinvolte, spicca il caso di Mercedes-Benz, che ha ottenuto l’esenzione totale dalle sanzioni grazie alla sua autodenuncia. Le altre imprese, invece, hanno condiviso strategie e informazioni riservate per coordinare illecitamente le proprie politiche commerciali. La scelta di nascondere ai consumatori dati rilevanti sull’impatto ambientale ha ulteriormente aggravato la situazione, ostacolando decisioni di acquisto più consapevoli in un’epoca di crescente attenzione ecologica.
Alcune aziende hanno collaborato con le autorità per ottenere riduzioni delle sanzioni. Stellantis, ad esempio, ha beneficiato di uno sconto del 50%, riducendo la multa a 74,9 milioni di euro. Anche Mitsubishi e Ford hanno ricevuto sconti rispettivamente del 30% e del 20%, mentre un’ulteriore riduzione del 10% è stata concessa a chi ha riconosciuto le proprie responsabilità.
Volkswagen multa salata
La multa più elevata è stata inflitta a Volkswagen, che dovrà pagare 127,7 milioni di euro, seguita dal gruppo Renault-Nissan con 81,5 milioni. L’Acea, invece, è stata sanzionata per 500mila euro. Le autorità britanniche hanno condotto indagini parallele, sanzionando Stellantis con 10,4 milioni di sterline, già contabilizzati nei bilanci del 2024.
Questa vicenda rappresenta un chiaro monito sulla determinazione delle istituzioni europee nel contrastare pratiche che falsano il mercato e compromettono gli obiettivi di sostenibilità ambientale. La trasparenza verso i consumatori e il rispetto delle regole restano principi fondamentali per un futuro più equo e sostenibile.
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