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Codice: belle norme, ma spesso inapplicate

Di Andrea Barbieri Carones
Pubblicato il 2 nov 2010
Codice: belle norme, ma spesso inapplicate
Negli ultimi 40 anni sono tante le norme del Codice della strada che sono rimaste inapplicate o disattese. Con aggravio di costi per gli automobilisti

Negli ultimi 40 anni sono tante le norme del Codice della strada che sono rimaste inapplicate o disattese. Con aggravio di costi per gli automobilisti

Norme giuste ma spesso dimenticate e mai applicate, oppure veri e propri controsensi, portatori di un aggravio di spesa per gli automobilisti: il rapporto degli italiani con il Codice della strada non è mai stato dei migliori, soprattutto per colpa di chi non vuole rispettarlo. In alcuni casi, però, anche il legislatore ci ha messo del suo. E non da oggi.

Con il varo dell’ultimo CdS, il 29 luglio scorso, è stata introdotta una normativa che consente agli amministratori locali di obbligare all’uso di “idonei mezzi antisdrucciolevoli” a chi transita su determinate strade, considerate a rischio. In altre parole: l’obbligo di avere le catene a bordo dell’auto o di montare le gomme da neve. La Provincia di Milano non ci ha pensato su e ha colto la palla al balzo per recepire questa novità. Questo vuol dire che chiunque transiti sulle strade lombarde tra il 15 novembre e il 31 marzo è tenuto a dotarsi di questi strumenti. 

Che gli automobilisti siano le vittime preferite delle norme strane non è cosa nuova: nel 1969, con l’introduzione dell’obbligatorietà della rc auto, si voleva (giustamente) garantire il risarcimento in caso di sinistro, magari puntando a un calo delle tariffe visto l’aumento del numero della base degli assicurati. Nulla di tutto ciò, visto che i premi sono aumentati a vista d’occhio e oggi, a 41 anni di distanza, si parla ancora di questo argomento spinoso.

Anche l’obbligo delle luci accese di giorno, concettualmente accettabile, sì è rivelato un’arma a doppio taglio: la prima conseguenza è stato l’aumento notevole della vendita di lampadine, che quasi mai si possono cambiare da soli, vista la complessità delle auto odierne. Quindi per una luce da pochi euro, se ne possono spendere fino a 50 o 100 euro per la sola manodopera.

Stessa sorte per la revisione obbligatoria: utile da un punto di vista della sicurezza anche se forse si è ecceduto con la periodicità a partire dagli anni ’90 (ogni 2 anni), al punto che è sorto una sorta di mercato nero di controlli superabili, talvolta, anche solo pagando una “tangente” che rende sani veicoli che non lo sono.

Ritornando indietro di qualche decennio, poi, non bisogna dimenticare che il pedaggio sulle prime autostrade fu richiesto allo scopo di finanziare la costruzione di altre. Per diversi anni, a fronte dello stop al progetto di nuove, si mantennero comunque attivi i sistemi di riscossione.[!BANNER]

Negli anni ’80 fu poi introdotta una norma che introduceva limiti di velocità differenti a seconda delle cilindrate: gli automobilisti, per rendere riconoscibile la propria auto, furono obbligati ad incollare un bollo. La norma, mai applicata, ha comunque fatto sì che molti veicoli attaccassero gli adesivi, che sono rimasti per anni sulla carrozzeria anche se i limiti erano cambiati. Senza contare che rimuoverli senza danneggiare la vernice era quasi impossibile. 

Ed eccoci al 2003: il Codice della strada obbliga gli automobilisti a indossare il gilet catarifrangente in caso di guasto al veicolo. Ma non prescrive di averlo a bordo dell’auto.

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