Dakar 2018: Sainz vince anche tappa 7 e si porta al comando
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La tappa 7 è stata durissima, una vera “maratona” in cui gli equipaggi hanno corso senza il supporto dell’assistenza all’arrivo. Il percorso comprendeva ben 425 chilometri da percorrere tra fango, polvere e tanto fuori pista. Ci eravamo lasciati prima dell’unica giornata di sosta prevista in questa Dakar 2018 con la vittoria di tappa dell’equipaggio Sainz/Cruz, e riprendiamo proprio con questi due protagonisti di un altro successo che li porta al comando della classifica generale. L’equipaggio iberico arriva al traguardo di Uyuni con un vantaggio di 1h 11min 29 s sugli avversari. L’ex leader della classifica e compagno di squadra di Sainz nel Team Peugeot Total è andato incontro ad un incidente, sbattendo contro una pietra al chilometro 186 della speciale, danneggiando il triangolo della sospensione e l’ammortizzatore posteriore destro. A quel punto sono partite le riparazioni in pista, coadiuvati dall’equipaggio Despres/Castera. Ripresa la corsa sono arrivati al traguardo con un ritardo di 1h e 47 minuti. Adesso Peterhansel scivola al terzo posto della generale a 9 min17s di distacco dal 2° e con 8 s di vantaggio sul 4°.
Carlos Sainz non mette il carro davanti ai buoi, la Dakar è ancora lunghissima e piena di insidie, anche se la leadership della classifica fa molto piacere: “La speciale era difficile, soprattutto all’inizio, con molti fuoripista. Poi abbiamo affrontato alcune sezioni più facili da gestire. Rimangono ancora molte tappe e molti chilometri da percorrere. Cerchiamo di sopravvivere ogni giorno e di finire con il miglior risultato possibile. Questa edizione della Dakar è imprevedibile, può accadere di tutto. La nostra strategia è non correre rischi inutili cercando di mantenere un ritmo di gara adeguato. Guidando in modo innaturale, siamo facilmente esposti a fare degli errori. Dobbiamo rimanere concentrati al massimo”.
Stephane Pepterhansel ha vissuto una giornata stregato per l’urto con una pietra che messo a dura prova la sua Peugeot 3008 DKR Maxi: “Non so per quale motivo sono uscito dalle tracce sulla strada. Poi abbiamo sentito un colpo di una violenza inaudita. Non ho visto la pietra contro cui abbiamo sbattuto. Tutto il retrotreno e l’ammortizzatore sono stati strappati via dopo questo urto. Abbiamo preso alcuni pezzi dalla vettura di Cyril e David che sono rimasti lì. Ci abbiamo messo 1h50min per riparare la 3008DKR Maxi. Mantengo un atteggiamento positivo, non sono qui a giocarmi la carriera. Non abbiamo avuto problemi fisici. La Dakar è ancora lunga e tutto può succedere”.
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