Design: il futuro dell'auto secondo Walter De' Silva
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Il celebre designer parla delle chiavi di successo dell’auto, non senza sorprese: in futuro vetture più grandi e legate all’identità del marchio.
Walter De’ Silva, uno dei più influenti car designer al mondo, parla del futuro dell’automobile. Attualmente direttore dello stile dell’intero Gruppo Volkswagen e dei suoi dieci marchi, De’ Silva ha conquistato la propria notorietà disegnando le Alfa Romeo 147 e 156, ed introducendo la mascherina Single Frame nel design dell’Audi. È fermamente convinto del ruolo determinante e crescente dell’estetica nel sancire il successo o il fallimento di un prodotto sul mercato. “Nel secolo scorso altri fattori erano prevalenti, ora il design è centrale dal packaging al web, dall’elettronica alle automobili.”
Oggi più che mai il cliente sceglie una vettura per il suo aspetto esteriore, ed il design acquisisce un’importanza strategica: “Non è più una disciplina che serve a dare una risposta estetica alla funzione ma è strumentale alle strategie produttive.”
Ed i problemi che affliggono il mondo dell’auto, dall’ecocompatibilità alla necessità di ridurre i costi, vengono colti come una sfida dai car designer: ” I confini rappresentano un’opportunità. La creatività non è sinonimo di libertà e i vincoli sono la molla che ci spinge ad andare oltre, trovando una risposta estetica mirata a superare le regole tecniche e dei costi”.
Per poter continuare a proporre una vasta gamma di automobili a prezzi competitivi in rapporto alla qualità, pur conservando i necessari margini di guadagno, l’intera industria automobilistica è orientata a sfruttare sempre di più le economie di scala. Il Gruppo Volkswagen è riuscito a superare brillantemente il concetto di condivisione di pianale grazie alle innovative “piattaforme modulari“. In pratica auto di brand e posizionamento anche molto differente impiegano in gran parte le stesse componenti, ma montate in modo da produrre prodotti finali sostanzialmente differenti. Il pianale di base è estremamente flessibile, e viene modificato nelle parti caratterizzanti.
Ma Walter De’Silva è un grande sostenitore dell’importanza di tutelare la differente personalità di ogni marchio, chiave del suo successo. Ed il design ha un ruolo fondamentale nel permettere tale differenziazione. “Senza una strategia focalizzata sul design gestire tanti marchi con vantaggiose economie di scala non sarebbe possibile” afferma De’Silva riguardo al gruppo tedesco, che mira ad essere il primo al mondo entro 8 anni.
“Per governare dieci marchi abbiamo stilato un manuale dei criteri e delle linee guida da seguire marca per marca”. Per lo stilista lombardo è fondamentale essere fedeli ad un family feeling all’interno di ciascun brand per garantire una netta differenziazione fra un marchio e l’altro. Una Polo può essere scambiata a prima vista per una Golf, ma non sembrerà mai un’Audi A1, sebbene ne condivida gran parte della meccanica. Un’Audi infatti deve essere riconoscibile già in distanza come tale.
Sul fronte della riduzione di consumi ed emissioni, De’Silva esprime delle speranze, delle paure ed un’interpretazione apparentemente originale del downsizing. Le auto del futuro dovranno essere certamente più leggere, tuttavia “non saranno più piccole, ma al limite più grandi delle attuali”.
La riduzione delle masse potrà soltanto essere conseguita tramite materiali innovativi ed una miniaturizzazione di tutte le componenti, perchè all’interno abitabilità e vivibilità potranno soltanto aumentare: “Lustro dopo lustro cresce la statura media, e non possiamo rimpicciolire gli occupanti”.
Inoltre, sarà proprio l’abitacolo a cambiare radicalmente nei prossimi anni. Pulsanti ed indicatori analogici saranno sostituiti da schermi digitali touch-screen, che dovranno garantire elevata flessibilità e sopravvivere ai forsennati ritmi di invecchiamento degli attuali prodotti elettronici.[!BANNER]
Ciò che bisogna scongiurare, anche in vista della propulsione elettrica e delle automobili a pilota automatico, è che l’automobile venga progressivamente considerata alla stregua di un elettrodomestico. “Tutti noi abbiamo una foto a fianco di un’auto. Non abbiamo invece ricordi di famiglia vicino a una lavatrice. Non credo alle automobili travestite da elettrodomestici, perché la macchina trascende la razionalità e tocca la corda delle emozioni. L’automobile deve mantenere, anche dal punto di vista estetico, la sua carica emozionale.”
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