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F1 Gran Premio di Gran Bretagna, qualifiche: Silverstone “arena rovente”

Di Francesco Parente
Pubblicato il 7 lug 2018
F1 Gran Premio di Gran Bretagna, qualifiche: Silverstone “arena rovente”
Hamilton, Vettel e Raikkonen sono in meno di un decimo e tra l’inglese e il tedesco sono iniziate già “scaramucce”. La mano tremante di Hamilton mostrava la tensione alle stelle!

La Q1 iniziava con la paura di Gasly per le troppe vibrazioni, che lo riportavano col pensiero all’incidente del compagno Hartley avvenuto nelle libere 3, a causa di un cedimento della sospensione anteriore sinistra. Poi Stroll pensava bene di perdere il controllo della sua Williams, insabbiandola e costringendo la direzione di gara a tirar fuori la bandiera rossa. Interessante invece la sperimentazione in casa Ferrari, con Vettel in pista su gomma gialla e Raikkonen su gomma bianca: soft o media? Silverstone sembrava non portare bene alla Williams: dopo Stroll anche il russo Sirotkin portava “in fuoristrada” la sua “bianca Martini”: ti viene da pensare che forse in Williams c’è qualcosa che non va, ma forse non bisognava aspettare le qualifiche inglesi per intuirlo. In Ferrari, nel frattempo, sembravano davvero sicuri delle loro prestazioni, perché tenevano fuori Kimi con le gomme medie, quando tutti (Hamilton a parte) correvano con le soft. Tra i migliori della Q1 ci sono stati Leclerc, che con un sesto tempo riconfermava ancora una volta le sue sorprendenti performance, bene anche le due Haas e Gasly, in Q2 nonostante la paura. Brutto colpo per Sainz, fuori, così come Vandoorne, Sirotkin, Stroll e Hartley, che ha posteggiato la sua Toro Rosso tutta distrutta nel box.

Nella Q2 i piloti adottavano la mescola soft (gialla) per qualificarsi e probabilmente domani sarà per molti una gara ad una sola sosta, con un primo stint più breve su gomma gialla e uno più lungo su mescola media, bianca. Vettel nonostante il male al collo dimostrava la sua veemenza, battagliando con Bottas ad ogni settore, tanto da scavalcarlo per soli 41 millesimi. I primi sei posti sembravano abbastanza saldi e divisibili tra i tre top team, piuttosto la lotta si annunciava serrata dal settimo posto in poi. I due ferraristi decidevano di non scendere in pista negli ultimi 3 minuti, conservando un treno di soft in più e tutto sommato le loro posizioni (visti i distacchi dagli ultimi) non sembravano così preoccupanti. La pista tra l’altro non consentiva di migliorarsi, perciò dalla settima in poi la classifica vedeva Grosjean, Magnussen, Leclerc, Ocon, con eliminati Hulkenberg, Perez, Alonso, Gasly ed Ericsson.

In Q3 Hamilton si lanciava per il giro veloce, ma prima rallentava più volte la monoposto, con Raikkonen era in linea, così anche con Vettel e Bottas, ma quando l’inglese sembrava il più veloce spuntava Vettel dal caldo di Silverstone e metteva dietro il suo avversario di soli 57 millesimi…che lotta! Tra l’altro i compagni di team stavolta sembravano appannati da un duello che gli dei del Circus vogliono lasciare soltanto a Vettel e Hamilton, così Bottas pagava dal tedesco quasi 3 decimi e Raikkonen quasi 4 decimi. Un ingegnere a Magnussen diceva: “Come on boy!”…ed era proprio così, i ragazzacci si scatenavano in pista: Hamilton vedeva lo spettro di un avversario che voleva rubargli la gloria di casa e dalla Mercedes lo gasavano così “vai a prenderti la pole Lewis!”. L’inglese metteva su un buon giro, Vettel lo seguiva, intanto Hamilton si migliorava di 44 millesimi tra le urla dei tifosi, la pole era la sua, perché Vettel gli restava dietro di 44 millesimi e Raikkonen, bravo, terzo a 98 millesimi. Dietro il finlandese della rossa, un altro finnico, Bottas, poi Verstappen, Ricciardo, Magnussen, Grosjean, Leclerc e Ocon. Per Hamilton sono 76 pole position in carriera, 4 di seguito a Silverstone, questo risultato è tanto frutto della sua forza. Si inginocchiava accanto alla Mercedes, pregava e la sua mano tremava, la sua tensione era altissima e ammetteva la forza della Ferrari, oggi molto veloce con due piloti in stato di grazia. Stretta di mano tra Hamilton e Vettel…sarà sincera? Lo scopriremo con la gara di domani, un’arena di asfalto rovente dove scagliarsi l’uno contro l’altro a suon di velocità.

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