F1: la lotta tra Leclerc e Vettel è un rompicapo per la Ferrari
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La rivalità è benzina per i campioni della F1 e i grandi duelli del passato ne sono un esempio, uno tra tutti quello tra Senna e Prost che non erano certamente in vena di tenerezze anche quando erano compagni di squadra. Così, la guerra psicologica e a suon di tempi sul giro tra Leclerc e Vettel ripropone l’argomento ma in una situazione più simile a quella che è stata vissuta in McLaren nel 2007 tra Alonso ed Hamilton. Allora la squadra ha fatto una scelta e il 2008 portò il pilota britannico su una monoposto inglese, particolare da non sottovalutare, a conquistare il mondiale dedicato ai driver. Nel 2007 fu sprecata un’occasione e ne beneficiò Raikkonen, attualmente l’ultimo pilota a vincere un mondiale con la Ferrari. Ecco appunto, la Ferrari, il cerchio si chiude, il collegamento è lineare e ci porta alla gara di ieri, in Brasile, dove la squadra di Maranello si è trovata di colpo fuori dai giochi per uno scontro in pista decisamente evitabile.
Difficile trovare un colpevole
La colpa? La colpa è difficile da ascrivere ad un pilota piuttosto che ad un altro, perché se dal punto di vista tecnico Vettel si è spostato sulla sinistra è pur vero che Leclerc non aveva certo intenzione di evitare lo scontro, anzi, volendo potrebbe utilizzare la manovra per avvalorare la sua tesi e per portare avanti la sua candidatura a prima guida. D’altra parte, al momento i risultati in pista gli danno ragione, con 249 punti contro i 230 punti di Vettel, 2 vittorie contro 1 e, soprattutto, 7 pole position contro le 2 del tedesco. Il discorso però è più profondo, perché Vettel è un 4 volte campione del mondo, e bisogna capire che clausole ci sono nel suo contratto, di conseguenza, in Ferrari, dove c’è sempre stata una prima guida, se il ruolo spettava a Vettel è chiaro che il tedesco ha mal digerito le intemperanze di Leclerc, talento cristallino, che però da subito ha fatto capire che non era approdato a Maranello per fare la seconda guida. Insomma, più chiarezza dall’inizio avrebbe aiutato, ma soprattutto, avrebbe evitato certe situazioni e la necessità di fare ricorso alle maniere forti, almeno a livello di ammonimenti. Di contro, se Seb ha sofferto la verve di Leclerc, è pur vero che il monegasco in Bahrain non ha rispettato gli ordini di scuderia sorpassando con egoismo Vettel, il quale però non ha battuto ciglio a Spa per favorire Leclerc, ma lo stesso non gli ha restituito il favore a Monza in qualifica, per poi lamentarsi a Singapore quando ha vinto Vettel. In compenso il tedesco a Sochi non ha voluto restituire la posizione a Leclerc. Sgambetti tattici che sono durati una stagione intera ed hanno avuto il culmine nella gara di ieri con una toccata che ha messo fuori gioco entrambi i piloti Ferrari.
Errori da non ripetere nella prossima stagione
A questo punto ci sono diversi interrogativi che cercano risposte. E’ giusto che un campione del calibro di Vettel venga sacrificato in pista senza essere difeso dal team in momenti importanti come a Monza dove la pole position valeva quanto una vittoria? E’ conveniente che un talento come Leclerc venga inserito in squadra lasciandolo lottare contro il campione, nonché pilota N1 del team, sottoponendolo ad un’ulteriore pressione, che in alcuni casi lo ha portato all’errore? Si veda Baku. E poi, se i numeri di Leclerc fossero superiori a quelli di Vettel, non potrebbe esserci una maniera più elegante per promuoverlo a ruolo di prima guida nel prossimo futuro? Adesso, è tutto da decidere in vista della prossima stagione, ma è chiaro che Vettel non sente l’appoggio incondizionato del team e questo lo porta all’errore più facilmente, mentre è evidente che Leclerc è guidato da un’ambizione cieca dettata dalla necessità di dimostrare tutto e subito. Insomma, il mix perfetto per creare disastri, così non è escluso che Vettel possa cambiare aria se arrivi l’offerta giusta, e non è escluso che possa tornare a vincere in un’altra squadra. Ma è altrettanto importante tutelare un talento come Leclerc, che non ha ancora vinto i 4 mondiali di Vettel ma che ne ha le potenzialità. La situazione è tesa, tesissima, e adesso tocca a Binotto fare la voce grossa, e prendere decisioni importanti. Rumors parlano di un Ricciardo seconda guida amico di Leclerc, ma Vettel ha ancora un contratto in essere e per quanto poco incline ad esternare il suo disappunto ai media non mancherà di mettere i puntini sulle i nelle sedi opportune. Si annunciano ore burrascose a Maranello, perfettamente in linea con il maltempo che imperversa sull’Italia, l’anno prossimo non si potrà sbagliare, non si potranno perdere punti per una lotta intestina, perché potrebbero essere determinanti ai fini di un mondiale che manca dal 2007!
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