Ferrari e Lamborghini, scoperta in Brasile fabbrica di supercar fasulle
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Sembravano autentiche, invece erano delle “patacche”. Esteticamente del tutto simili a quelle vere, con la differenza che “sotto” non avevano le raffinate meccatroniche delle supercoupé originali, ma ben altri tipi di motorizzazioni e trasmissioni. Il fatto è che, dal di fuori, tutto ciò non si vedeva: ad insospettire le stesse Case costruttrici erano i prezzi di vendita, sensibilmente più bassi rispetto ai corrispondenti esemplari autentici, seppure “di seconda mano”.
È stato questo particolare, fatto rilevare da uno studio legale di San Paolo del Brasile che rappresentava Ferrari e Lamborghini, ad avere permesso alla polizia brasiliana di portare alla luce un “giro” di supercar apparentemente “made in Maranello” e “made in Sant’Agata Bolognese”, ma che degli ambitissimi modelli del “Cavallino” e del “Toro” non avevano che le forme esteriori ed i rivestimenti abitacolo. Tutto contraffatto, ed opera di un atelier illegale: una fabbrica clandestina, situata a Santa Catarina (località nel sud del Brasile), i cui proprietari – padre e figlio – erano specializzati nella realizzazione di “repliche” di Ferrari e Lamborghini, che venivano vendute, tanto “di persona” quanto online, per esemplari autentici.
Come si accennava, a prezzi decisamente “di saldo”: forse troppo inferiori rispetto alle vetture originali, dato che, in media, una “Ferrari” o una “Lamborghini” costruite contraffacendo i modelli autentici veniva proposta a cifre che oscillavano fra 180.000 e 250.000 reais, importi corrispondenti a circa 43.000-59.000 euro: richieste ampiamente inferiori rispetto a quanto legalmente richiesto in Brasile per accaparrarsi una Ferrari o una “Lambo” (si va, mediamente, fra 1,5 milioni e 3 milioni di reais, come dire da circa 350.000 a circa 710.000 euro). Non è la prima volta che il settore delle autovetture di altissima fascia viene interessato dall’”ingombrante” presenza di repliche spacciate per esemplari autentici: la particolarità, in questo caso, è che si trattava di una vera e propria attività di fabbricazione.
Ferrari F430, Lamborghini Huracàn ed altri modelli di Maranello e Sant’Agata Bolognese, sotto forma di scocche in vetroresina “nude” e pronte per essere allestite con improbabili meccaniche (anche “made in USA”), ma provviste degli stemmi, delle scritte e delle rifiniture che inequivocabilmente ne richiamavano la nobilissima origine di produzione. Come detto, sono stati i prezzi di vendita ad avere generato, negli uffici Ferrari e Lamborghini specializzati nell’individuare fabbriche illegali a livello mondiale (e ce ne sono!), il concreto dubbio che non si trattasse di esemplari autentici, ma “patacche” spacciate per buone.
La denuncia di uno studio legale paulista che rappresenta gli interessi Ferrari e Lamborghini in Brasile ha portato la Polizia ad avviare un’indagine, durata un paio di mesi. Risultato: il “giro” di Ferrari e Lamborghini fasulle è stato scoperto, i titolari della fabbrica clandestina sono stati arrestati con l’accusa di violazione della proprietà industriale. E non è che agli acquirenti andrà molto meglio: il rischio, per chi abbia acquistato una di quelle supercar false, è di vedersi appioppata una denuncia, qualora gli inquirenti brasiliani arrivino a dimostrare che chi acquistava sapesse che si trattava di un’attività di contraffazione.
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