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GPL: è sicuro ma qualcosa si può migliorare

Di Redazione
Pubblicato il 2 lug 2009
GPL: è sicuro ma qualcosa si può migliorare
L'incidente di Viareggio ha preoccupato chi ha o vuole acquistare un'auto a GPL. Sono sicure, ma le norme sulla revisione sollevano qualche dubbio

L’incidente di Viareggio ha preoccupato chi ha o vuole acquistare un’auto a GPL. Sono sicure, ma le norme sulla revisione sollevano qualche dubbio

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L’incidente ferroviario di Viareggio ha sollevato molti interrogativi sulla sicurezza delle auto a GPL, che però sembrano non seguire un ragionamento logico. E’ noto il fatto che a provocare l’esplosione sia stato un vagone-cisterna e non già una vettura a GPL, quindi quale che potesse essere il liquido infiammabile trasportato le conseguenze sarebbero potute essere simili.

Le moderne automobili a GPL, oggi perlopiù con impianti installati direttamente dal costruttore, sono dotate di diversi sistemi che scongiurano eventuali pericoli. Il regolamento comunitario Ece/Onu R67/01 del 2001 prevede che i serbatoi di tutte le automobili con alimentazione a benzina/GPL devono dotate delle ormai famose valvole di sicurezza, che in caso di incendio o incidente riescono a disperdere in maniera efficace il combustibile.

I sistemi di sicurezza

La prima valvola, comandata elettricamente dal circuito di accensione del motore, si chiude anche in caso d’incidente, quando il propulsore si spegne automaticamente.

La seconda valvola si apre automaticamente quando la pressione all’interno del serbatoio raggiunge i 27 bar, così da disperdere parte del gas, richiudendosi quando la pressione scende sotto la soglia di apertura per evitare che la sovrapressione provochi lo scoppio del serbatoio. Poi c’è la valvola che quando si fa rifornimento limita il riempimento del serbatoio all’80%, in modo da scongiurare pressioni eccessive.

Lo stesso compito è svolto da una quarta valvola, che interviene in caso d’incendio attraverso un elemento termofusibile che fonde a 110° C, così da lasciar uscire il gas che brucia senza causare danni più gravi. Non è detto che però tutto sia perfettamente sicuro per sempre.

Sostituzione: ogni 10 anni

Le bombole del GPL vanno infatti sostituite di tasca propria (con un prezzo intorno ai 450 euro) ogni 10 anni, pena l’applicazione delle sanzioni previste per violazione dell’articolo 79 del Codice della Strada: 71 euro senza sottrazione di punti patente. E forse sono questi sono i punti deboli della normativa. Nella quasi totalità dei casi il ciclo vitale di un’auto si conclude prima di un decennio e la sostituzione dei serbatoi è affidata alla responsabilità dell’automobilista, dietro pagamento di una cifra tutto sommato consistente, a fronte di un deterrente piuttosto blando.

Diversa è la situazione delle auto a metano, per le quali la revisione delle bombole deve avvenire ogni 4 anni, è gratuita ad eccezione di smontaggio e rimontaggio ed effettuata dalla società indipendente Gestione Fondo Bombole Metano SpA che viene finanziata con una quota del prezzo alla pompa dei carburanti.

Ferma restante la sicurezza delle attuali auto a GPL, per le quali i crash test sono molto più severi di quelle alimentate a diesel o benzina, e considerando il conseguente boom delle immatricolazioni (+ 283% nei primi sei mesi del 2009, secondo gli ultimi dati UNRAE), forse sarebbe il caso di dimezzare il periodo di validità delle bombole del GPL e disporre controlli analoghi a quelli che già avvengono per le auto a gas naturale.

Resta comunque il fatto che il serbatoio di un’auto a GPL è solo la destinazione finale di una serie di processi che vanno dall’estrazione fino all’utilizzo per autotrazione. Per cui più che della sicurezza delle auto ci si dovrebbe interrogare se sia conveniente e sicuro, anche alla luce dei fatti di Viareggio, che i combustibili vengano trasportati su treni, tir e navi alimentati a loro volta da carburanti o a energia elettrica prodotta spesso da altri carburanti.

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