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Invenzione della motocicletta: le due ruote nascevano nel 1869

Di paolosperati
Pubblicato il 1 gen 2013
Invenzione della motocicletta: le due ruote nascevano nel 1869

La favola delle moto, affascinanti mezzi a due ruote che trasmettono una sensazione di libertà unica, è nata 145 anni fa. Correva, infatti, il 16 marzo 1869 quando l’ingegnere francese Louis-Guillaume Perreaux depositò il brevetto numero 83.691 che sancì la nascita del primo esemplare di motocicletta nel mondo. La prima due ruote della storia era alimentata da un motore a vapore e al primo brevetto ne seguì un secondo qualche mese più tardi (il 23 dicembre 1869) in cui venne aggiunto un telaio monotrave in acciaio.

Il brevetto brevetto Perreaux

Nel maggio del 1870 il prototipo prende il nome di ‘Vélocipede à Grande Vitesse’ (un pezzo unico che si può ammirare al Musée de l’Île-de-France) alimentato con un motore elettrico, poi sostituito da uno a vapore monocilindrico alimentato a olio, petrolio o ad alcool. Con l’ultimo brevetto Perreaux andò a intervenire sulla caldaia e sulla focolaia del motore dando vita alla prima moto della storia, 303,9 cm³ e in grado di raggiungere la velocità di 35 km/h. Successivamente, nel 1885, arrivò il motore a combustione interna grazie a due inventori tedeschi, Gottlieb Daimler e Wilhelm Maybach, che riuscirono a mettere in vendita il prototipo nel 1894.

Dai primi modelli alle competizioni

Da quell’anno iniziò una continua evoluzione della motocicletta e l’apporto di innovazioni tecniche consentì di migliorare i primi modelli: tra queste da ricordare soprattutto il ruolo fondamentale svolto dai pneumatici di J.B. Dunlop, inventati nel 1888. La crescita tecnica ed estetica è stata continua e, come per le automobili, il mondo delle motociclette di produzione ha ricalcato quello delle competizioni con le prime iscrizioni di bicicli a motore alla Parigi-Bordeaux-Parigi del 1895. Fino agli anni Sessanta la produzione di moto è stata quasi esclusivamente europea con Italia, Inghilterra e Germania a fare da traino. Negli ultimi decenni lo scettro di regine del mercato è passata alle giapponesi.

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