La Fiat 500 di Gheddafi in mano agli insorti
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In Libia gli insorti hanno “catturato” una Fiat 500 elettrica di proprietà di Gheddafi. Costruita a Milano, nel 2009 era stata pagata 200.000 Euro.
Cosa ci fa una Fiat 500 elettrica da una tonnellata e mezzo per le vie di Tripoli? La foto scattata ritrae infatti degli insorti libici che si portano via la city car italiana un tempo di proprietà dell’ormai ex leader libico Gheddafi e ora nelle mani dei rivoluzionari, che probabilmente faranno fatica a trovare il modo di ricaricarla e renderla utilizzabile, in un Paese ricco di petrolio dove l’energia elettrica, soprattutto in queste settimane, arriva a singhiozzo.
Fatto sta che non poteva esserci migliore pubblicità per la Fiat e per la sua piccola 500 che si sta facendo largo anche negli Stati Uniti e in Canada (in versione benzina, naturalmente), dove è arrivata con tanto clamore.
Ma quella che spingono gli insorti non è una 500 “normale” bensì una versione personalizzata riadattata secondo i gusti e le direttive del raìs da parte della carrozzeria Castagna, che aprì a Milano addirittura nel 1849 per metter mano alle carrozze e che oggi, dopo 162 anni, è specializzata nella produzione di vetture uniche e rielaborazioni a tema.
Come quella di Gheddafi, che nel 2009 – tramite un intermediario – ne ordinò un esemplare cabrio, precisando che non voleva portiere ma tanto legno e tanta pelle, accessori vari e ruote in lega, alimentazione elettrica, interni color panna, capote color sabbia (per mimetizzarsi nel deserto in caso di fuga?) e carrozzeria color verde e oro.
E il titolare Gioacchino Acampora si mette subito al lavoro senza sapere ufficialmente a chi sarà destinata la vettura, anche se il fatto di dover mettere sul montante di sinistra un’immagine retroilluminata del dittatore, su quello destro una raffigurazione della società libica e sul cofano un logo con l’immagine dell’Africa con la Libia ben evidenziata (al posto del marchio Fiat) aveva tolto ogni dubbio. L’accesso ai sedili viene reso più agevole anche a chi indossa una tunica come quella in uso nel mondo arabo, che sicuramente protegge dalla calura ma non rende agevoli i movimenti.
Intanto, un motore elettrico da 34 kW viene inserito al posto di quello tradizionale mentre ovunque vengono sistemate batterie al litio che appesantiscono l’auto ma che le permettono di raggiungere i 160 km/h e di avere un’autonomia di 260 km sufficienti, guarda caso, per raggiungere da Tripoli il confine con la Tunisia. Ad appesantire il mezzo ci pensano anche le centrali costruite in Svezia che permettono una ricarica completa in appena 10 minuti, in modo da permettere di percorrere ulteriore strada.
Per non diminuire l’autonomia, la 500 del raìs ha mantenuto il serbatoio della benzina, che serve però solo per far funzionare il preziosissimo condizionatore dell’aria. Il prezzo finale dell’operazione? All’epoca fu di circa 200.000 Euro e includeva anche una stazione di ricarica appositamente progettata.
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