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Lascia il distributore aperto, i furbetti ne approfittano per un pieno gratis

Di Francesco Giorgi
Pubblicato il 16 ott 2018
Lascia il distributore aperto, i furbetti ne approfittano per un pieno gratis
Singolare episodio a Barletta: il gestore di un distributore di carburante si era dimenticato di chiudere l’impianto. Un’ottantina di automobilisti ne hanno approfittato nottetempo, causando allo smemorato benzinaio un ammanco di 6.000 euro. Ora è caccia ai furbetti.

È sempre bene chiudere… il rubinetto: in caso contrario, il rischio – che, come vedremo, può benissimo trasformarsi in certezza – è che i “soliti ignoti” se ne approfittino, ed inizino un approvvigionamento a costo zero, tuttavia illecito. È quanto accaduto, alcune sere fa, al gestore di un distributore di carburante a Barletta. Il benzinaio, riporta una notizia pubblicata dal Corriere del Mezzogiorno, al termine della giornata di lavoro si era dimenticato di provvedere alla chiusura dell’impianto, lasciandone quindi aperta l’erogazione; la quale, non essendoci l’addetto, aveva assunto carattere di involontaria gratuità. Il “dono” si è protratto per l’intera nottata, fino all’alba del giorno dopo. Inutile dire che, la conseguenza, è stata il rilascio di benzina e gasolio “gratis”.

Di notevole peso, per le tasche del gestore, il bilancio di questa notte di “carburante libero”: secondo la notizia pubblicata dal quotidiano barese, ad approfittare dell’insperata “smemoratezza” del benzinaio sarebbero stati un’ottantina di automobilisti di passaggio. Alcuni, non contenti di fare il “pieno” al proprio veicolo, si sarebbero spinti oltre, riempiendo taniche, bottiglie di plastica e barattoli. Una parte di loro (si parla di 25 “utenti”), onestamente, sarebbero tornati al distributore per saldare il dovuto, mentre tutti gli altri avrebbero fatto perdere le proprie tracce, lasciando il gestore dell’impianto con un palmo di naso ed un ammanco di notevole entità.

Secondo la denuncia sporta dal benzinaio alla locale stazione dei carabinieri, e con il supporto dell’hard disk collegato alla telecamera di sorveglianza dell’impianto, la dimenticanza gli avrebbe provocato un danno di circa 6.000 euro. Adesso, la palla passa ai militari per l’individuazione dei “furbetti”.

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