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L'UE rivede le multe per le emissioni di CO2 di auto e furgoni

Di Simone Fiderlisi
Pubblicato il 24 mar 2025
L'UE rivede le multe per le emissioni di CO2 di auto e furgoni
La Commissione UE introduce flessibilità per il calcolo delle emissioni CO2 2025-2027, sostenendo la transizione ecologica dell'automotive

Bruxelles introduce un’importante revisione per la conformità alle emissioni CO2, segnando una svolta per il settore automobilistico europeo. Invece di verifiche annuali, la normativa UE ora prevede un sistema triennale di valutazione (2025-2027) per auto e furgoni, offrendo maggiore flessibilità ai costruttori. Questo cambiamento si allinea agli obiettivi della transizione ecologica, bilanciando sostenibilità ambientale e competitività industriale.

Attenuata la pressione sui produttori

La Commissione Europea ha deciso di attenuare la pressione sui produttori, che devono rispettare il limite di 93,6 grammi di CO2 per chilometro. Le sanzioni previste, pari a 95 euro per ogni grammo eccedente per veicolo immatricolato, avevano sollevato timori significativi tra i costruttori. Come ha dichiarato Ursula von der Leyen, questa modifica si inserisce nel più ampio piano UE per sostenere l’automotive europeo, un settore strategico che sta affrontando sfide senza precedenti.

Un sostengo alle Case europee

In vista del divieto di vendita di veicoli con motore a combustione interna a partire dal 2035, parte integrante del Green Deal europeo, i dati evidenziano una situazione eterogenea. Mentre aziende come Tesla e Volvo emergono come leader nel rispetto dei target, altri colossi come Stellantis e Volkswagen incontrano maggiori difficoltà. Una soluzione innovativa adottata da molti produttori è la creazione di “pool” per compensare le emissioni tra diversi marchi, come dimostrano le collaborazioni tra Mercedes-Benz e BMW.

Questa riforma normativa rappresenta un tentativo cruciale di mediazione tra le esigenze ambientali e la necessità di preservare la competitività di un’industria fondamentale per l’Europa. Resta da vedere se tali misure riusciranno a incentivare l’adozione di veicoli a basse emissioni senza compromettere la stabilità economica del settore.

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