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Crolla il mercato del nuovo, giù Gpl e metano

Di Redazione
Pubblicato il 8 mar 2010
Crolla il mercato del nuovo, giù Gpl e metano
Secondo le previsioni Unrae, il 2010 dovrebbe chiudersi con una flessione di 850.000 contratti. Senza bonus a rischio migliaia di posti di lavoro

Secondo le previsioni Unrae, il 2010 dovrebbe chiudersi con una flessione di 850.000 contratti. Senza bonus a rischio migliaia di posti di lavoro

Nel mese di febbraio il mercato dell’auto ha registrato in Italia 145.000 contratti di acquisto. Un dato in flessione del 35% se paragonato allo stesso mese del 2009, ma la situazione potrebbe ulterirmente peggiorare nei mesi a venire. Secondo le stime di Unrae, associazione che rappresenta i costruttori esteri in Italia, il 2010 dovrebbe registrate un dato complessivo di 1 milione e 500.000 ordinativi, circa 850.000 in meno rispetto allo scorso anno. In altre parole, senza  aiuti governativi si prospetta uno scenario di crollo verticale.

Le prime a pagare dazio – con percentuali di segno meno fino all’80% – sarebbero le auto a ridotto impatto ambientale: ibride a metano e gpl, elettriche. Gianni Filipponi, direttore generale del sodalizio, non nasconde la preoccupazione generale: “La cancellazione dei bonus per questa tipologia di vetture determinerà una forte flessione delle vendite, un difficile 2010 per le concessionarie (si vociferano tagli per 10.000 posti di lavoro) e anche una forte riduzione delle forze di lavoro dei produttori italiani di questi sistemi di alimentazione”. Dunque si preme per ottenere un ripensamento della volontà politica, del resto il quadro potrebbe determinare pesanti conseguenze per il Pil e il gettito fiscale.[!BANNER]

Se i numeri delle immatricolazioni per il momento tengono, bisogna considerare che rappresentano la coda degli ordini inoltrati nel 2009. “Il vero volto del mercato  lo si vedrà a cominciare da aprile”, afferma sempre Filipponi. Rivolgendo il focus ancora una volta su febbraio, viene confermata la situazione critica del mercato per le auto aziendali: la quota sul totale è scesa dal 26.1% al 18.8%. In calo anche i passaggi di proprietà, per un -7.3% che comprende anche le minivolture, ovvero i trasferimenti temporanei al concessionario in attesa della rivendita al cliente finale.

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