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Con la moto nei boschi: presto sarà vietato dal Codice della Strada

Di Tommaso Giacomelli
Pubblicato il 30 ago 2017
Con la moto nei boschi: presto sarà vietato dal Codice della Strada
Le recenti modifiche al codice della strada vedono il divieto per le moto di percorre sentieri fuoristrada. L'Ancma e la Federazione Motociclistica Italiana insorgono.

Recentemente è stata apportata una modifica sostanziale al Codice della Strada, approvata dalla Commissione Trasporti della Camera dei deputati sul fuoristrada che prevede il divieto di usare la moto su strade non battute. Questo ha provocato delle reazioni a catena, fra cui quella Ancma, associazione ciclo e motociclo, che in vista di questa soluzione prevede delle conseguenze catastrofiche anche a livello economico. Il danno stimato è di circa 137 milioni di euro ad un mercato che solo negli ultimi tre anni ha visto una certa ripresa. Questo potrebbe essere un colpo duro da sopportare.

La risposta dell’Ancma

L’associazione ciclo e motociclo sottolinea come questo emendamento approvato introduca il divieto per i mezzi motorizzati di percorrere sentieri boschivi, penalizzando il segmento delle moto da fuoristrada, che rappresenta l’8% del mercato nazionale delle due ruote a motore. Solamente lo scorso anno sono stati immatricolati 10.000 motocicli per uso fuoristrada, questo provocherebbe un danno ingente al mercato e a chi vuole usufruire del mezzo posseduto.

“Non è chiaro il motivo per cui la Commissione Trasporti della Camera abbia deciso di approvare una misura così drastica e restrittiva della libertà personale – dichiara Corrado Capelli, Presidente di Confindustria Ancma – della quale valuteremo anche eventuali profili di incostituzionalità. Il settore dell’off-road è tra quelli disciplinati a livello locale in modo rigido, proprio perché è nell’interesse delle amministrazioni periferiche promuovere la pratica del fuoristrada, che porta ricchezza al territorio, senza pregiudicare la sicurezza e il benessere di quanti preferiscono percorrere i sentieri a piedi o con mezzi non motorizzati. Quello che manca, semmai, è una normativa nazionale che coordini e armonizzi le regolamentazioni adottate a livello locale. Inoltre non ci risulta a oggi che tale attività abbia provocato significativi problemi o danni al territorio o abbia messo in pericolo o a rischio l’incolumità delle persone. Proprio per questo non comprendiamo la necessità di intervenire, imponendo limitazioni e veti, in una materia di questo tipo”.

Oltre al danno per il mercato, questa decisione sarebbe negativa anche per l’erario statale poiché la vendita e l’utilizzo delle due ruote in Italia portano ogni anno nella casse dello Stato circa 4 miliardi di euro. La speranza dell’Ancma e della Federazione Motociclistica Italiana è che nel prosieguo dell’iter legislativo il Parlamento tenga conto di questi dati oltre che legittime aspirazioni delle decine di migliaia di cittadini, sportivi professionisti, appassionati o utilizzatori occasionali, che praticano l’attività fuoristrada in moto nel rispetto di tutti gli altri utilizzatori delle strade bianche.

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