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Fca: via libera al prestito garantito dallo Stato

Di Redazione
Pubblicato il 25 giu 2020
Fca: via libera al prestito garantito dallo Stato
6,3 miliardi a sostegno della ripartenza dopo l’emergenza da Covid-19 e della trasformazione del comparto automotive in Italia. Tutti i dettagli.

“OK” alla linea di credito da 6,3 miliardi di euro, da parte di Intesa Sanpaolo e provvista di garanzie statali, nei confronti di Fiat-Chrysler Automotive e destinata alle attività industriali di Fca Italy. La notizia, dopo alcune indiscrezioni “captate” dal Web nella giornata di ieri (mercoledì 24 giugno), ha trovato in tarda serata la conferma dei vertici del Gruppo italo-americano, “promesso sposo” con Groupe PSA. In un comunicato, Fiat-Chrysler certifica le finalità essenziali per l’erogazione del prestito: appunto, “L’implementazione dell’ampio programma di investimenti per l’Italia, gran parte del quale è stato già avviato negli impianti nazionali: un piano che è alla base della trasformazione del settore automotive italiano verso un futuro a basse emissioni, alimentato da veicoli ibridi ed elettrici e sempre più connessi”.

Il ministro: “Rinforzare il comparto dell’auto nazionale”

Con l’”Ok” da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze alla concessione della maxi-somma (già approvata dalla stessa Intesa Sanpaolo) che si avvale della garanzia per l’80% da parte di SACE ed è prevista dalle procedure indicate dal Decreto Liquidità a favore delle grandi aziende con più di 5.000 dipendenti in Italia e che abbiano riportato valori di fatturato superiori ad 1,5 miliardi di euro, l’obiettivo è, come ha indicato il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, “Preservare e rinforzare la filiera italiana automotive e rilanciare gli investimenti, l’innovazione e l’occupazione in un settore strategico per il futuro economico ed industriale del Paese”. “Il Governo verificherà l’attuazione degli impegni assunti da Fca Italy in questa direzione”.

Gorlier: “Intera somma a beneficio dei lavoratori in un momento cruciale per l’auto”

“Di fronte a una crisi senza precedenti, questo è un esempio dell’Italia che si unisce per salvaguardare un vitale ecosistema industriale. Il governo, la più grande banca del Paese e Fiat Chrysler Automobiles si sono messi al lavoro per assicurare con la loro forza congiunta che l’intero sistema automobilistico italiano possa continuare a giocare il proprio ruolo nella ripartenza dell’economia italiana – osserva Pietro Gorlier, direttore generale delle attività Fiat-Chrysler Automobiles per l’area EMEA – Il 100% delle risorse che fanno parte di questo accordo sarà indirizzato al nostro business in Italia, quindi alle migliaia di imprese e alle centinaia di migliaia di lavoratori il cui futuro dipende dal rilancio del nostro intero settore, nel momento in cui noi proseguiamo nella trasformazione e nell’evoluzione verso un domani guidato dai motori elettrici e ibridi”.

I “punti-chiave” del programma

Di seguito, nel dettaglio, le iniziative previste nel piano di sviluppo delle attività italiane Fca e che, quindi, dovranno essere mantenute in seguito all’erogazione della linea di credito avallata da SACE e dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

  • Produzione di Fiat 500 elettrica a Mirafiori
  • Produzione di Jeep Renegade e Jeep Compass ad alimentazione ibrida plug-in a Melfi
  • Completamento dello sviluppo tecnico e dell’avvio, a breve termine, della produzione di Maserati MC20, la nuova supercar del “Tridente” che avverrà nello storico stabilimento di Modena
  • Preparazione della progressiva messa in cantiere del nuovo C-SUV Alfa Romeo a Pomigliano d’Arco
  • Sviluppo della fase di industrializzazione delle nuove generazioni di Maserati GranTurismo e Maserati GranCabrio (che saranno disponibili anche con alimentazione elettrica) nel polo produttivo di Torino
  • Progressiva industrializzazione del nuovo D-SUV di Maserati a Cassino e di Maserati Ghibli e Levante (comprese le relative configurazioni ibride) sempre a Torino
  • Sviluppo del nuovo modulo di propulsione MHEV (mild-hybrid) a Termoli e le relative applicazioni, che avverranno a Melfi, sulle lineup Jeep Renegade, Jeep Compass e Fiat 500X.

Relativamente ai progetti di sviluppo industriale, dell’indotto e delle nuove forme di approvvigionamento ecosostenibile delle fonti di energia così come dell’evoluzione dei programmi di guida autonoma “new gen”, “Importanti investimenti”, indica Fca, sono stati avviati in Piemonte a beneficio dell’ex stabilimento di Rivalta, dove verrà collocato il nuovo centro di distribuzione ricambi OEM del “brand” Mopar, nonché nel complesso di Mirafiori, dove Fiat-Chrysler intende realizzare un impianto a pannelli fotovoltaici, un centro di assemblaggio batterie e dove ha avviato il progetto-pilota Vehicle-to-Grid.

Le condizioni che Fca dovrà rispettare

È opportuno rimarcare, relativamente alle condizioni essenziali all’erogazione del prestito, anche alcuni vincoli, finalizzati anch’essi allo sviluppo delle attività italiane di Fiat-Chrysler: innanzitutto, l’aumento degli investimenti per l’Italia (i “famosi” 5 miliardi di euro che il management Fiat-Chrysler Automobiles aveva annunciato a novembre 2018 in fase di presentazione del piano di sviluppo nazionale per il 2022) a 5,2 miliardi, laddove i 200 milioni in più andrebbero destinati a supporto dello stabilimento Fca di Melfi, dove vengono prodotte Fiat 500X e Jeep Renegade, e – come si accennava – sono in fase di avvio le linee di assemblaggio per le attesissime declinazioni ibride plug-in di Jeep Compass e Renegade. Inoltre, ad Fca è stato chiesto di astenersi dall’adottare programmi di delocalizzazione dall’Italia verso l’estero; il raggiungimento di un obiettivo di piena occupazione entro il 2023 e non cedere alcuno dei “brand” che fanno capo al Gruppo: Abarth, Alfa Romeo, Fiat, Fiat Professional, Lancia, Maserati nonché la propria quota in Sevel, ultraquarantennale joint venture con Psa (con cui Fiat-Chrysler Automobiles si avvia a concludere la fusione, attesa per il primo trimestre 2021) con sede ad Atessa e dedicata alla produzione di veicoli commerciali leggeri. Ovviamente, il contratto che sancisce “nero su bianco” la linea di credito riporterà il dettaglio relativo alla distribuzione dei 6,3 miliardi di euro in funzione degli specifici impieghi (di recente, alcune indiscrezioni “captate” da fonti di stampa hanno ipotizzato una suddivisione della somma per 4,5 miliardi di euro come sostegno dell’indotto diretto – aziende di fornitura  e dei relativi pagamenti per circa 10.000 aziende; 800 milioni di euro a copertura dei costi del personale che opera negli stabilimenti Fca italiani; e circa un miliardo di euro finalizzato ai progetti ed alle attività di Ricerca e Sviluppo).

Completamento del programma entro il 2022

Riguardo alle timeline dei principali avvii di produzione, Fca conferma che essi verranno “Scaglionati negli anni 2020 e 2021, per completarsi entro il 2022”. “Questo ambizioso piano coinvolge la gamma prodotto di tutti i brand e di tutti gli stabilimenti italiani, con importanti migliorie previste anche per i gruppi motore e trasmissione”.

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