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Opel Calibra: la coupé da famiglia compie trent’anni

Di Francesco Giorgi
Pubblicato il 2 giu 2019
Opel Calibra: la coupé da famiglia compie trent’anni
Origini, evoluzione e carriera della sportiva del “Fulmine” nata nel 1989 come erede di Opel Manta: prodotta fino al 1997, riuscì a conquistarsi ampi consensi grazie a felici soluzioni di progetto.

In principio era la GT: progetto di vettura sportiva a due posti più due, che prese via nella seconda metà degli anni 60 da un “capitolato” di stile messo nero su bianco dai vertici General Motors per lo sviluppo di un modello dalle linee dichiaratamente ispirate a quelle della leggendaria Chevrolet Corvette ma da destinare prevalentemente all’Europa e, per questo, di dimensioni ridotte rispetto alla coupé di Detroit e da equipaggiare con la popolarissima meccanica Opel. In pieno periodo di produzione, e con la diretta concorrenza Ford (Capri) che riscuoteva un buon successo di vendite, la coupé Opel GT (oggi neo-cinquantenne) venne dapprima affiancata e poi sostituita dalla “erede” Opel Manta: modello leggendario per gli appassionati di vetture sportive ma dal prezzo abbordabile, la coupé a trazione posteriore visse una lunga esistenza, che dal 1970 si protrasse fino all’alba degli anni 90.

Opel Calibra: la genesi

Nel frattempo, l’asset industriale e di mercato del comparto automotive aveva già conosciuto la massiccia “invasione” dei modelli sportivi di fabbricazione giapponese, magari meno “duri e puri” ma ben più aggiornati rispetto alla anziana Manta, la sui seconda serie, presentata nel 1975, era rimasta sostanzialmente immutata con il trascorrere del tempo. E proprio come Opel Manta era stata sviluppata, nel 1969, partendo dal pianale della allora imminente Ascona, così la sportiva che l’avrebbe sostituita prese a prestito, quale base di partenza, la piattaforma di un modello di nuova produzione. Nello specifico, Opel Vectra.

I trent’anni della sportiva alto di gamma di Russelsheim

Ed arrivò Opel Calibra (termine che deriva dall’inglese “calibre”, che significa “levatura, importanza, rango, capacità, a sottolineare il nuovo corso tecnologico e di stile per Opel finalizzato ad un nuovo ingresso nel settore “Gittì”), coupé le cui linee vennero disegnate da Wayne Cherry, la stessa “matita” che aveva progettato lo stile della berlina Vectra. In questi giorni, la sportiva Opel di fascia medio-alta che accompagnò l’immagine dinamica di Russelsheim negli anni 90 compie trent’anni: risalgono alla fine di maggio del 1989 le prime anticipazioni della nuova coupé, che venne presentata ufficialmente, nel settembre successivo, al Salone di Francoforte.

Linea aerodinamica, trazione anteriore, tanto spazio a bordo

Rispetto alla precedente Manta, Opel Calibra proponeva non soltanto una impostazione completamente nuova (frutto, appunto, della derivazione da Vectra) nella quale l’innovazione principale era costituita dal ricorso alla trazione anteriore; ma anche uno stile inedito, che puntava forte sulla penetrazione aerodinamica (il Cx era di appena 0,26: valore di livello assoluto per l’epoca e notevolissimo ancora adesso), in virtù di un preciso studio che all’atto pratico si concretizzava in una serie di stilemi peculiari: dalla carrozzeria notevolmente profilata ai gruppi ottici anteriori molto sottili. Il tutto, senza perdere di vista gli atout di praticità e versatilità di impiego necessari ad una produzione su larga scala: l’abitacolo di Opel Calibra era in grado di accogliere quattro persone, e il bagagliaio disponeva di un volume di carico nell’ordine di 300 litri: cifra più che buona considerata la particolare “nicchia” di mercato alla quale la nuova Calibra ambiva.

Opel Calibra: tutte le versioni prodotte

Il debutto commerciale di Opel Calibra – dichiarata competitor nei confronti di Toyota Celica, Mitsubishi Eclipse, Honda Prelude, Nissan 200SX, Volvo 480, Volkswagen Corrado e, più tardi, Fiat Coupé – avvenne nel giugno del 1990, inizialmente in due versioni, entrambe equipaggiate con l’unità 2.0 4 cilindri ma differenti nella distribuzione: monoalbero a camme in testa e 2 valvole per cilindro, da 115 CV; e bialbero-4 valvole per cilindro da 150 CV. Successivamente alla prima fase di “lancio”, ed in ossequio alle già allora sempre più “centrali” esigenze di una clientela sportiva che chiedeva a gran voce varianti 4×4, Opel Calibra fu proposta anche in versione a trazione integrale. Un ulteriore upgrade di gamma arrivò con il debutto della performante declinazione Turbo (e sempre a trazione integrale), il cui motore della gamma C20LET, abbinato ad un cambio a sei rapporti, erogava una potenza di 204 CV.

Nel 1994, in periodo di piena maturità ed in occasione di un restyling che interessò l’intera lineup, Opel Calibra ricevette l’unità V6 da 2,5 litri (2.498 cc), sempre a 4 valvole per cilindro, da 170 CV, che permetteva alla “coupé da famiglia” di Russelsheim una velocità massima di 245 km/h ed un tempo di 7”8 nell’accelerazione da 0 a 100 km/h.

Opel Calibra: quasi 240.000 esemplari in otto anni

In otto anni di produzione (le linee di montaggio di Russelsheim e di Uusikaupunki, in Finlandia, si fermarono nell’estate del 1997), Opel Calibra venne prodotta in poco meno di 239.000 unità (per la precisione: 238.647): quantitativo considerevole in relazione al segmento di appartenenza, e cui molto giocò l’abitabilità a quattro posti, che – per restare fra le coupé europee – soltanto Fiat Coupé e Volvo 480 disponevano; nonché l’adozione degli schienali frazionati per i sedili posteriori, soluzione che permetteva di usufruire di uno spazio di carico ancora più ampio e modulabile.

I successi di Opel Calibra nel motorsport

Come già era avvenuto per la precedente Manta, anche Opel Calibra conobbe un notevole interesse da parte degli appassionati di tuning, grazie anche al grande numero di kit aftermarket proposti dalle aziende specializzate. Allo stesso modo, anche Calibra ha avuto un prolifico impiego nelle competizioni, sia su strada che in pista. Nei rally, ad esempio, Opel Calibra nella versione 2.0 4×4 turbo Gruppo A, con potenza che raggiunse 285 CV, venne affidata tra il 1993 ed il 1998, fra gli altri, all’espertissimo Stig Blomqvist (campione del mondo 1984), al veloce belga Bruno Thiry, ed ancora al tedesco Erwin Doctor, al danese Henrik Lundgaard ed allo svedese Kjell Hansson. Nelle gare Turismo, e segnatamente nella serie DTM, le coupé di Russelsheim, preparate dallo specialista Schnitzer, furono tra le protagoniste della celebre serie tedesca: gli annali ricordano, nello specifico, la terza posizione finale nel DTM del 1994 con la Calibra per i colori del Team Rosberg e portata in gara dal “veterano” Klaus Ludwig; e, nel 1996, con la ultraperformante 4×4 turbo da 500 CV, le nove vittorie in gara ed il doppio titolo DTM: Costruttori e Piloti, con Manuel Reuter.

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