Ferrari F40 (ieri) e 599 GTO (oggi): limite Rosso
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La F40 fu sviluppata a partire dalla 288 GTO, la cui erede è oggi la nuova 599 GTO. Cosa accomuna queste Ferrari da sogno?
E’ da molti considerata la migliore Ferrari di tutti i tempi. Stiamo parlando della F40, la Rossa nata per celebrare il 40esimo anniversario della casa di Maranello e progettata per raccogliere l’eredità della 288 GTO. Oggi in realtà a continuare la stirpe delle “Gran Turismo Omologata” c’è la nuovissima 599 GTO, la Ferrari stradale più veloce nella storia del Cavallino. Si può dunque considerare l’ultima arrivata come un’ideale erede della F40?
Ad accomunare i due modelli c’è sicuramente un primato: entrambe sono le vetture più potenti e veloci mai costruite dalla Ferrari nelle rispettive epoche. La F40, in più, detenne il record di auto stradale più veloce al mondo tra il 1987 e il 1989.
La F40, l’ultima del Commendatore
La F40 è anche ricordata come l’ultimo progetto ad essere stato commissionato dall’ormai quasi 90enne Enzo Ferrari. Alla metà degli anni ottanta, dopo l’abolizione per motivi di sicurezza della categoria Gruppo B, Ferrari si ritrovò con cinque esemplari della 288 GTO Evoluzione che erano stati pensati espressamente per quella defunta categoria. Il programma Evoluzione fu così destinato allo sviluppo di una vettura che combinasse le migliori tecnologie derivate dalle competizioni ma che fosse omologata per la circolazione su strada: le cinque 288 GTO Evoluzione divennero dunque i primi muletti della nuova F40.[!BANNER]
Il risultato fu un’auto con una carrozzeria disegnata interamente da Pininfarina partendo dall’aerodinamica: la sezione frontale fu ridotta rispetto alla 288 GTO, le prese d’aria ridisegnate mentre lo studio dei flussi aerodinamici la portavano ad essere vicina ad una vettura da gara.
A spingere la F40 c’era quello che sarebbe stato l’ultimo motore sovralimentato prodotto dalla Ferrari: un 8 cilindri a V di 90 gradi 2.9 litri di cilindrata (2936,2 cc) con due turbocompressori IHI. La potenza massima erogata era di 478 CV (352 kW) a 7000 giri/min e la coppia di 577 Nm a 4000 giri/min. Grazie al peso limitato a soli 1.100 kg, la F40 accelerava da 0 a 100 km/h in appena 3.8 secondi e da 0 a 200 km/h in 11 secondi mentre la velocità massima è di 330 km/h.
Le versioni costruite successivamente per le competizioni, la F40 LM (Le Mans) prodotta dal 1988 al 1994, e la F40 GTE prodotta tra il 1994 e il 1996, hanno prestazioni ancora più estreme: l’accelerazione sullo 0-100 km/h scende a 3,2 secondi mentre la velocità massima era superiore ai 360 km/h. Nel 2006 nel deserto salato di Bonneville il preparatore Amir Rosenbaum ha portato la sua F40 alla velocità di 364 km/h.
La 599 GTO
La nuova 599 GTO è stata progettata seguendo gli stessi principi che avevano guidato lo sviluppo della F40: soluzioni derivate dalla pista con omologazione stradale. Il motore è però un 12 cilindri a V di 65° con cilindrata di 5.999 cc e dunque il suono è quello appagante di un classico V12 di Maranello. D’altra parte sulla F40 la sovralimentazione con il suo tipico turbo lag sapeva regalare emozioni forse inarrivabili.
La 599 GTO vanta poi il meglio dell’elettronica Ferrari che ne fanno una sportiva relativamente facile da domare e più accessibile anche ai non esperti. La F40 risulta invece più genuina e probabilmente più elitaria: il suo nervosismo nelle reazioni e la sua leggerezza la rendono sfruttabile al massimo solo da guidatori esperti.
Con i suoi 670 CV e 620 Nm di coppia, la nuova 599 GTO è molto più potente rispetto alla F40 standard e le sue prestazioni sono superiori, ma non poi di molto: la velocità massima è di 335 km/h e l’accelerazione da 0 a 100 km/h avviene in 3,35 secondi. Insomma, dopo più di vent’anni la F40 sa ancora farsi valere.
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